La tornitura del legno è una cosa molto divertente. Una cosa però che non dobbiamo assolutamente sottovalutare sono i pericoli insiti nella lavorazione del legno con il tornio. La prima cosa che dobbiamo prendere in considerazione è lo stato in cui si trova in legno che andremo a lavorare. Una valutazione di tutta la superficie, la presenza di crepe o la corteccia ancora attaccata ci dà già un ottimo riferimento per partire. Non sottovalutiamo che durante la lavorazione potremmo scoprire delle crepe nascoste all’interno del pezzo stesso. E’ regola quindi, quando si tornisce, ascoltare sempre i rumori che produce la sgorbia sul legno.

Detto questo, pur avendo preso in considerazione tutto o quasi quello che potrebbe succedere, E comunque meglio sempre mettersi nella condizione di trovarci preparati ad ogni evenienza. Quello che può succedere è che si stacchi per forza centrifuga un pezzo di corteccia dal legno, soprattutto in fase di sgrosso, che delle crepe nascoste facciano esplodere letteralmente il pezzo oppure semplicemente che una brutta impuntata con la sgorbia faccia staccare il pezzo dal mandrino o dal fissaggio tra le punte.

Per tutelarsi da questo punto di vista la soluzione migliore è uno schermo protettivo in policarbonato di almeno 2 mm di spessore. Il policarbonato ha una alta resistenza agli urti, lo spessore minimo di 2 mm garantisce rigidità al supporto, diffidate degli schermi protettivi che arrivano piatti, lo schermo deve essere già nella forma definitiva

La seconda cosa che dobbiamo prendere in considerazione è che la lavorazione del legno genera inevitabilmente polvere, sia durante la lavorazione che durante la carteggiatura finale per lisciare il pezzo.
Il legno è un elemento naturale ma questo non significa che sia salutare.
Respirare polvere di legno non fa bene, alcuni legni sono addirittura tossici e velenosi. E’ una cosa che non dobbiamo sottovalutare. La maggior parte degli hobbisti lavora in ambienti piccoli che aumentano inevitabilmente la concentrazione di polvere all’interno dell’ambiente stesso, E questo ovviamente non fa che peggiorare la cosa.
Per tutelarci da questo problema la cosa migliore è l’utilizzo di una maschera filtrante.
Le maschere non sono tutte uguali, quelle di carta del Brico sono solo un impedimento, non filtrano minimamente l’aria e nell’eventualità lavorassimo con gli occhiali li fa anche appannare, infatti molte volte ce le troviamo sulla fronte o sul mento proprio perché ci danno fastidio e le spostiamo.
La soluzione ottimale sono le maschere in silicone, aderiscono perfettamente ad ogni conformazione del viso E di conseguenza fanno passare l’aria solo di esclusivamente attraverso i filtri. L’espirazione avviene tramite l’apposita valvola E questo permette di lavorare senza il fastidioso appannamento degli occhiali o delle maschere.

Queste maschere devono essere dotati di appositi filtri per la protezione dalle polveri, noi consigliamo il codice 2135 protezione P3, il massimo della filtrazione possibile (98%). La grandezza di questi filtri permette una respirazione facilitata che altri P3 non permettono.

Un errore comune è quello di indossare la maschera solo durante la carteggiatura finale, però come abbiamo visto, la produzione di polvere c’è anche durante le altre fasi di lavorazione. La comodità di questa maschera ci permette di indossarla da quando entriamo in laboratorio a quando spegniamo la luce per andarcene, senza affaticarci minimamente data la sua leggerezza.